Il movimento ceciliano
Movimento ceciliano e polifonia vocale.
Con la pubblicazione da parte di Anton Friedrich Justus Thibaut (1774 – 1840) del libro “Uber Reinheit der Tonkunst” (Sulla purezza dell’arte musicale) del 1825, nacque il “Movimento Ceciliano” che esigeva un ritorno alle origini della musica liturgica. In questo libro Thibaut elogiava la musica antica, in modo speciale quella di Palestrina. In seguito altri autori si allinearono con il pensiero di Thibaut e curarono raccolte di polifonie sacre rinascimentali.
Nel 1868 Franz Xaver Witt (1834 – 1888) fondò l’associazione “Santa Cecilia” con lo scopo di riportare in vita il canto gregoriano e la polifonia e di promuovere nella chiesa cattolica la composizione di nuova musica liturgica in stile antico. Il nome dell’associazione si deve all’”Associazione Generale di Santa Cecilia per i paesi in lingua tedesca” (Allegemeiner Cacilienverein fur die Lander deutscher Zunge) di cui il compositore Franz Xaver Witt divenne la guida nel 1868.
Durante il Concilio Vaticano I il Papa Pio IX (1846 – 1878) approvò l’associazione con il “Breve Multum ad movendos animos” del 1870 divenendo così un’organizzazione di diritto pontificio che doveva quindi riferire direttamente e regolarmente al Papa sullo stato della musica sacra. In seguito anche altri paesi diedero vita ad associazioni simili. In questo modo la musica sacra di tutti i paesi divenne oggetto di attenzioni continue della congregazione romana.
Il Movimento Ceciliano trovò pieno appoggio nel pontificato di Papa Pio X che il giorno di Santa Cecilia, il 22 novembre 1903, emanò il “Motu Proprio – Tra le sollecitudini” sul rinnovamento della musica sacra confermando i fondamenti del cecilianesimo ed esortando la Chiesa cattolica ad uniformarsi.
